domenica 23 febbraio 2020

A volte sono piccolissime alterazioni delle corde vocali che rendono difficoltosa una buona gestione della voce.

Lieve edema cordale con parziale prolasso
 della mucosa ventricolare.
Lieve irregolarità di margine del terzo medio
della corda vocale sinistra. 
 

Lieve ispessimento del terzo medio-
-terzo anteriore della corda vocale destra.
Micronodulo al terzo anteriore della corda vocale destra
e ispessimento simmetrico controlaterale.
 

Stato prenodulare in terzo medio-
-terzo anteriore delle corde vocali.

27 febbraio di 27 anni fa. Foniatria in Conservatorio, la mia prima volta.


martedì 14 gennaio 2020

Aggiornamento sedi professionali e recapiti


Aggiorno le informazioni sulle mie attuali sedi operative :

MILANO:
Istituto Euromedica. Via Paolo Lomazzo 5
Euromedica Assistance. Viale Bligny 11
VERONA:
Polispecialistico. Viale del Lavoro 25/A
Centro Medico San Michele. Via Aldo Fedeli 40
NAPOLI:
Via Santa Lucia 36
Emicenter. Via Taverna Rossa 171. Casavatore (NA)
SALERNO:
Check up. Viale Andrea De Luca 5
GINEVRA:
Quai du Seujet 16-18

Contatti:
+39 3404810840

 
 


lunedì 6 gennaio 2020

Che cosa identifica il Foniatra per il professionista della voce?

Il Foniatra è una figura medica -quindi, un laureato in medicina e chirurgia- che ha conseguito una successiva specializzazione in Foniatria, cioè in Fisiopatologia della Comunicazione.
La voce, nelle sue diverse espressioni, parlata, cantata, recitata, è una funzione comunicativa la cui gestione valutativa diagnostica e curativa terapeutica, rientra nelle competenze del medico foniatra.
Per un professionista della voce, e quindi, per un cantante, un insegnante, un doppiatore, uno speaker, un attore, che cosa può rappresentare e a che cosa serve il Foniatra?
Vorrei rispondere cominciando col dire che cosa “non è soltanto”, al fine di cercare di abbattere subito i luoghi comuni che nella concezione di molti, limitano e riducono il vero e più ampio significato dell’opera professionale del Foniatra.
Il Foniatra non è soltanto “quello che vede le corde vocali come stanno”, riducendo, con tale affermazione, il ruolo di questo specialista a semplice visualizzatore della laringe “per sapere se le corde stanno bene” o al massimo “per stabilire il tipo di vocalità in base all’aspetto e alla lunghezza delle corde”. In questo secondo caso, tra l’altro, rispondo talvolta che sarebbe come chiedere in quale ruolo possa essere impiegato un calciatore (difensore, centrocampista, attaccante?) solo guardandogli le gambe…
Il Foniatra, altresì, non è soltanto un prescrittore di cortisone, aerosol e farmaci antiacidi e antireflusso, quando la voce comincia a non reggere bene. Tra l’altro, anche in questi casi, replico che nella maggior parte delle difficoltà vocali di un cantante o di un attore, soprattutto se protratte nel tempo, non ci sono disturbi di tipo infiammatorio o da acidità gastrica (che sta diventando la risposta sempre più frequente a tutti i quesiti sui problemi di voce), ma piuttosto possono esserci difetti di impostazione, di gestione dei parametri vocali, o errori di tecnica di insegnamento, di scelta di repertorio, di gestione dell’igiene vocale e dell’igiene di vita in generale.
Ed ecco allora configurarsi in una dimensione più ampia, competente e completa, il significato del ruolo e delle competenze del Foniatra.
Questa figura professionale dovrebbe comparire nel cammino di un professionista della voce, al suo inizio, prima dell’inizio delle lezioni di canto, di recitazione, prima di intraprendere un percorso didattico artistico. E non solo per il rilascio del certificato di “buono stato di salute delle corde vocali”, ma per un inquadramento medico generale del cantante o futuro cantante, dell’attore o allievo di recitazione, e per una gestione costantemente aggiornata delle sue caratteristiche fisiche, ormonali, alimentari, di peso, di salute, anche in considerazione dello stato di altri organi e sistemi solo apparentemente non collegati alle funzioni vocali, sulle quali invece confluisce e influisce tutto ciò che accade nell’organismo.
Vi sono poi le competenze ancora più specifiche del Foniatra nell’ambito della vocalità artistica, e che si identificano nelle capacità di:
- definizione di una estensione e di una tessitura sia attraverso l’analisi strumentale fonetografica, sia con la valutazione “a orecchio” (che deve essere ovviamente esperto e allenato) delle esecuzioni canore;
- identificazione di possibili errori di tecnica, alla base delle alterazioni cordali che il paziente sta manifestando, e quindi
- indicazione dei correttivi da apportare, coordinando le competenze e gli interventi dei docenti di canto con i provvedimenti terapeutici, che a loro volta possono essere di tipo:
   - educativo rieducativo, ad esempio logopedico, fisioterapico, posturologico…
   - chirurgico
   - farmacologico
   - alimentare, nutridetossicologico… 
A seconda delle maggiori e più ampie competenze in ciascuna di queste aree di intervento, il Foniatra potrà poi gestire in prima persona o condividere con altre figure professionali la conduzione dei diversi trattamenti proponibili, ma sempre restando la figura di riferimento e di coordinamento nella presa in carico del vocalista; ben oltre, dunque, il semplice somministrare cortisonici, aerosol e antiacidi, quando la voce non funziona!  

domenica 13 ottobre 2019

Immagini di precontatti cordali in fonazione, e di polipi delle corde vocali

Precontatti in fonazione


Polipo sessile corda vocale sinistra
             
Polipo angiomatoso corda vocale sinistra

sabato 21 settembre 2019

In tema di pubblico e privato. Quando si dice ancora “va bene solo se è di una struttura pubblica”, e non si comprende quale invece sia la realtà al di fuori della burocrazia.


Tante volte mi accade di sentire frasi del tipo: “ma se non è redatto su documentazione di struttura pubblica, non viene accettato e non va bene”, o ancora peggio: “ma lei poi ce l’ha il timbro della asl?”. E allora ecco un episodio esemplificativo di ciò che penso al riguardo: Recentemente ho visitato una paziente proveniente da una struttura specialistica del territorio (asl), palesemente rauca e con difficoltà respiratorie. Sul referto rilasciato dallo specialista del presidio pubblico, c’era scritto soltanto: “laringoscopia non eseguita a causa della mancata collaborazione della paziente”. Ho effettuato una laringoscopia semplicissima, senza peraltro trovare i presunti ostacoli segnalati nella relazione di chi non era stato capace di eseguire l’esame. La signora aveva un tumore della laringe ampiamente sviluppato e ben visibile, la cui ritardata o addirittura mancata diagnosi, le avrebbe comportato danni ancora maggiori (non è necessario spiegare perché). Ora la paziente dovrà recarsi di corsa in un ospedale ad operarsi. Quando si presenterà lì con il mio referto e la mia dettagliata documentazione con immagini, che cosa le diranno, che la mia prescrizione non è valida perché proveniente da uno studio privato? Il suo tumore e il suo diritto a operarsi al più presto non verranno riconosciuti perché io non sono lo scienziato della asl che non è stato capace di diagnosticare la malattia?    

mercoledì 20 marzo 2019

Immagini di precontatto cordale con diverse conseguenze. Considerazioni diagnostiche

Le prime due immagini mostrano un precontatto fonatorio con formazione di conseguente ispessimento nodulare, ben visibile nella foto che mostra le corde vocali aperte in posizione respiratoria. Le altre tre immagini rappresentano un'altra situazione di precontatto, cui fa seguito una soltanto apparente nodularità della corda vocale destra (quella che appare a sinistra nella foto), nodularità che in realtà non c'è, come deducibile dall'immagine ricavata dopo aver invitato il paziente a tossire, detergendo così il muco accumulato in quel punto di -comunque- minore vibrazione della corda vocale. 
    
 
 
 
 

lunedì 31 dicembre 2018

L'augurio di una vera Foniatria Artistica


Al termine di un altro anno in cui ho visto prevalere diagnosi di reflussi esofagei e terapie a base di antiacidi e aerosol, non posso che sentirmi ancora una volta in diritto-dovere di ribadire che un intervento foniatrico nella prevenzione e nella cura dei disturbi della voce, va ben oltre l’identificazione di presunti ipotetici reflussi, e va ben oltre la prescrizione di inalazioni che peraltro apportano spesso più fastidi che benefici.
La foniatria artistica deve essere, a mio parere, una scienza medica che affianca il professionista della voce in tutti i momenti della sua carriera, dall’inizio e attraverso le tappe della sua vita e della sua salute, aiutandolo ad esprimere sempre al meglio la propria vocalità in ogni circostanza, fisiologica o patologica che essa sia.
Prima di formulare un augurio, voglio esprimere un ringraziamento a tutti quei cantanti, speakers, attori, doppiatori, insegnanti…, che con la buona riuscita delle loro prestazioni, hanno dato significato e valore a un certo tipo di intervento foniatrico, che presuppone innanzitutto competenza nel campo artistico e adeguatezza di supporto medico e abilitativo vocale.
L’augurio è anche per quanti, ancora intenti a cercare nel farmaco e nella pozione magica, la soluzione alle loro difficoltà vocali, potrebbero invece guardarsi intorno e accorgersi che esiste anche un altro tipo di Foniatria, più consapevole e al servizio concreto delle loro esigenze.

domenica 15 luglio 2018

Trenta anni di specializzazione in Foniatria


Il 14 luglio 1988, discutendo presso l’Università di Milano, la tesi sperimentale “Possibilità e limiti dell’apprendimento della lettoscrittura nella sindrome di Down”, concludevo formalmente il percorso di specializzazione in Foniatria. Ero già specialista in Otorinolaringoiatria, ma questo ulteriore titolo mi stimolava di più, mi lasciava intravedere la possibilità di scoprire e aprire nuovi orizzonti professionali, soprattutto nella riabilitazione, ma anche nella cultura e nell’arte.
Cominciai a lavorare su tutte le patologie della comunicazione, legandomi particolarmente alla voce artistica (ero sempre attratto dall’idea di unire arte e cultura con la scienza medica), e all’autismo infantile, patologia di cui compresi subito il grande incremento verso cui andava incontro.
In trent’anni ho studiato ancora, direi sempre, ho diagnosticato, curato, verificato, rimesso continuamente in discussione risultati, successi e insuccessi; ho formato centinaia e centinaia di terapisti della riabilitazione, cantanti, allievi e maestri di canto, attori, artisti vari.
In una visione positiva, sento di ringraziare chi ha creduto in me, nel mio impegno, nella mia abnegazione, nella mia -a volte sgradevole- sincerità e chiarezza.
Ringrazio chi mi ha aiutato, nel lavoro come nella vita, soprattutto con critiche piuttosto che con elogi. Ringrazio i miei cantanti, i miei artisti, che hanno avuto (non tutti, però) il coraggio e la capacità di esprimere la loro gratitudine, affermando pubblicamente che i loro miglioramenti, i loro recuperi, le loro guarigioni, erano da collegarsi al mio intervento; e l’hanno fatto spontaneamente, senza che io lo chiedessi per trovare pubblicità attraverso le loro dichiarazioni lette da tanti fans.
Ringrazio le famiglie dei bambini autistici, molti dei quali oggi non più autistici, che mi hanno aiutato ad aiutarli, che mi hanno consentito di verificare sui loro figli, che tante idee e iniziative che avevo, avrebbero portato frutti anche brillanti; ma avevo bisogno della loro incondizionata fiducia -quasi un atto di fede- per poter agire con le mani libere e la possibilità di sbagliare o agire bene, ma da solo e senza interferenze. E ringrazio quanti di loro sono diventati testimoni della validità del mio tipo di approccio, non per me stesso, ma perché le loro dichiarazioni pubbliche di buona riuscita del mio lavoro, sono servite come stimolo e iniezione di fiducia ad altre famiglie trovatesi improvvisamente nella disperazione derivante da una diagnosi di autismo.
Ringrazio i miei allievi ed ex allievi che hanno messo in pratica i miei insegnamenti, e che hanno testimoniato con i fatti, la validità di quanto ho cercato di trasmettere, mettendoci sempre entusiasmo, abnegazione e anche affetto, vedendo in ciascuno di loro una parte viva di me.  
Di contro, mi sento in diritto-dovere di reclamare o semplicemente raccontare qualcosa di altro, di segno opposto.
In questi trent’anni di Foniatria, ho provato spesso l’amaro sapore del tradimento, dell’ingratitudine. Non ho mai voluto sentirmi dire “grazie”, ho sempre rifuggito gli elogi; ma ciò non vuol dire che non abbia notato con disgusto l’esistenza di tanti voltafaccia, di tante negazioni di ciò che di buono era stato ottenuto seguendo i miei insegnamenti. Disgusto per quanti, dopo aver appreso e preso tanto da me, sono andati via (e fin qui non c’è nulla di male, ma…) approdando altrove a criticare e rinnegare il mio operato.
Disgusto per quanti, dopo aver richiesto e cercato di capire il mio modo di lavorare, lo hanno respinto criticandolo, attaccandolo senza neanche conoscerlo fino in fondo, solo perché, evidentemente, risultava loro scomodo, troppo impegnativo e troppo faticoso.
Delusione pensando a quei pazienti, a quelle famiglie, che ancora prima di comprendere fino in fondo che cosa io proponessi, mi hanno criticato e attaccato “a priori”, senza neppure sapere davvero chi fossi o che cosa proponessi.
Disgusto per tanta mediocrità, che è la madre di tutti gli insuccessi; mediocrità che impedisce di mettersi in discussione; mediocrità che porta a criticare gli altri piuttosto che se stessi, i propri limiti, le proprie incapacità.
Se sono ancora in piena attività di studio, ricerca, diagnostica, terapia, confronto, didattica…, è perché credo ancora in questo lavoro; è perché tra tanta mediocrità, invidia, ignoranza, meschinità, malafede, c’è ancora chi mi fornisce le motivazioni, gli stimoli, la percezione di una necessità di operare senza fermarmi.
Brindo virtualmente ai miei primi trent’anni di foniatria, meravigliosa disciplina medica e culturale, ancora nota a pochi, ancora non compresa da tutti, ancora sottovalutata e non adeguatamente utilizzata da tanti.

 

 

giovedì 31 maggio 2018

sabato 26 maggio 2018

Altri quadri laringoscopici

Quadro di normalità


Precontatto fonatorio





Ispessimento cordale destro
Nodulo simmetrico controlarale
In respirazione 

Ispessimento cordale destro
Nodulo simmetrico controlarale
In fonazione


Lieve prolasso bilaterale
della mucosa ventricolare

Cordite vasomotoria emorragica

mercoledì 27 dicembre 2017

Voce come estetica. Prevenzione e cura dei suoi disturbi. Breve intervista

Riflessioni sulla voce come estetica e sulla prevenzione e cura dei suoi disturbi. Breve conversazione nata in occasione dell'inaugurazione di un centro di moda:  https://www.youtube.com/watch?v=Qwk_juGDqJ8&sns=em

domenica 6 agosto 2017

Cordite vasomotoria emorragica. Abuso di antiinfiammatori più sforzo vocale

Cordite vasomotoria emorragica.
Esito di sforzo vocale dopo abuso di antiinfiammatori autoprescritti dalla paziente cantante.

domenica 23 luglio 2017

Quando la chirurgia delle corde vocali provoca danno

Nell'immagine si vedono due corde vocali apparentemente normali, ma in realtà quella sinistra (a destra nella foto) presenta un "minus", ossia una mancanza di sostanza. Ne consegue una grave ripercussione sulla voce, in quanto durante la fonazione, che è garantita dal completo allineamento dei due margini delle corde vocali, in questo caso residua uno spazio che non dovrebbe esserci, e la cui presenza determina una sfuggita costante di aria durante l'emissione di voce, e dunque una conseguente raucedine cronica e permanente, con emissione di suono rauco e soffiato.
Il caso presentato, rappresenta l'esito di un intervento chirurgico di asportazione di prolasso mucoso, male eseguito (altrove, sia chiaro), perché la quantità di tessuto rimosso è stata eccessiva. Attenzione, dunque, a quando si danno -a volte con troppa disinvoltura- indicazioni chirurgiche piuttosto che rieducative, e attenzione anche a chi si consiglia come operatore...


sabato 8 luglio 2017

Problemi vocali, rifiuto di seguire consigli e di accettare le risposte del foniatra.


Due telefonate di due cantanti, come non vorrei che accadesse.
Prima telefonata: “Buongiorno Dottore, le dico subito che ho deciso di assumere il cortisone” (e me lo dice con un tono di voce quasi provocatorio) “perché stasera ho la prima, e non riesco a vocalizzare bene, ho voce debole e dolore alla gola. Posso prendere anche qualcosa di altro?” Replico io: “Se ha una laringite, non è accanendosi farmacologicamente che recupera la voce”. “Ma io stasera non posso avere la laringite!”, ribatte a sua volta il cantante. “Scusi, mi permetta la metafora”, gli rispondo ancora io, “ma se un calciatore avesse il ginocchio gonfio, tanto per fare un esempio, e stasera dovesse giocare la finale di Coppa, comunque resterebbe il fatto di avere il ginocchio gonfio…”.
Ecco, il mio commento a questa prima sequenza, si identifica nella mia critica all’atteggiamento di rifiuto da parte di un cantante, verso la possibilità che possa accadergli un evento avverso che gli impedisca di realizzare un programma. Lo scrivo a prescindere dal discorso sulle possibilità di rimedio al problema. In questo caso volevo soltanto porre in evidenza quanto, a volte, sia difficile cercare di spiegare l’esistenza di realtà diverse da come le si vorrebbe e da come si pretende che fossero.
Seconda telefonata: “Dottore, da circa un mese avverto debolezza vocale, e non riesco a cantare con il vigore, il timbro e la qualità di un tempo”. Rispondo: “Ha cambiato qualche abitudine di vita nel corso dell’ultimo anno?”. “Sì, sono diventata vegana, non mangio più carne da diversi mesi”. “Beh, allora sappia che l’assenza di carne animale dall’alimentazione, è causa di indebolimento strutturale, e quindi funzionale, del muscolo vocale. L’ho riscontrato per esperienza maturata nella pratica quotidiana”. Di nuovo la paziente: “Su, per favore, dottore, mi dica che posso stare anche senza mangiare carne, e che tutto può risistemarsi prendendo, caso mai, qualche farmaco sostitutivo…”.
Commento personale: io per primo consiglio di limitare molto il consumo di carne, soprattutto quella rossa; ma di qui a non mangiarne mai, c’è una notevole differenza. Come dicevo nella risposta alla cantante in questione, ho imparato in pratica, che eliminare completamente questo alimento dalla dieta, può comportare forti disagi per la voce, piaccia o no. E non si deve patteggiare con me il rifiuto del consiglio, ma con se stessi e le proprie possibilità vocali.

domenica 2 luglio 2017

Quadri laringoscopici. Patologie delle corde vocali. Casistica personale.

Residui precontatto terzo medio-anteriore
corde vocali. Ben visibile la trachea.
Voluminoso ispessimento nodulare
della corda vocale sinistra.
 
 
Polipo terzo medio corda vocale destra.
Corda vocale sinistra edematosa.



Polipo terzo anteriore corda vocale destra.
Primo rilievo.



Polipo terzo anteriore corda vocale destra.
Rilievo dopo due mesi.



Caso precedente. Rilievo due mesi dopo
l'intervento chirurgico e riabilitativo.



"Sono disperata, ho danneggiato le mie corde vocali..."


Ho letto nelle notizie di cronaca, che una nota cantante internazionale ha dovuto disdire gli ultimi suoi due concerti a Wembley, a causa di una rottura della voce. “Sono disperata”, ha dichiarato in un’intervista, “ho dovuto spingere la voce più di quanto faccia normalmente. Ho danneggiato le mie corde vocali…”. Considerazioni e riflessioni mie personali: Non intendo criticare l’artista in questione, peraltro non conosco la sua storia medica foniatrica (ammesso che ne abbia una), ma vorrei cogliere l’occasione per ribadire pubblicamente l’importanza di avere un foniatra al quale ricorrere non solo quando si presenta qualche problema vocale, ma averlo come punto di riferimento costante soprattutto nella prevenzione dei danni da abuso e cattivo uso delle funzioni fonatorie. Per esperienza diretta posso affermare che i professionisti della voce che incontro periodicamente con una cadenza regolare, anche solo per riscontrare che “va tutto bene”, sono quelli che proseguono tranquillamente nella loro carriera rispettando i tanti impegni programmati, senza cadere in improvvise sgradite sorprese. A tutti può accadere di vivere un periodo di particolare stanchezza, o subire gli effetti negativi di altre malattie (non necessariamente laringee) che possono sopraggiungere; per tutti è necessario revisionare lo stato del tono muscolare, la postura, la corretta gestione delle tecniche di respirazione, emissione, risonanza…; ma se l’allenamento è costante, se le capacità di gestione della fatica e del riposo sono ben conosciute e sono state correttamente apprese, difficilmente accade quanto si è verificato alla cantante che ha dovuto improvvisamente disdire due dei più importanti concerti della sua carriera.